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La solitudine e l'universo dei nostri simili

Wed Aug 20, 2008, 5:31 AM
È una specie di elogio della solitudine. Si sa. Non tutti se le possono permettere, non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati, non se la può permettere il politico, un politico solitario è un politico fottuto di solito. Però sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante. Il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l’universo, dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai nostri problemi e credo addirittura che si riescano a trovare delle migliori soluzioni. E siccome siamo simili ai nostri simili, credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri. Con questo non voglio fare nessun panegirico né dell’anacoretismo né del romitaggio, non è che si debba fare gli eremiti o gli anacoreti, è che ho constatato, attraverso la mia esperienza di vita - ed è stata una vita, non è che dimostro di avere la mia età attraverso la carta di identità, credo di averla vissuta - mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura invece l’uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura, ecco, semplicemente questo, poi si potrebbe parlare a lungo di queste cose…

De Andrè

  • Mood: Sunny Mood
  • Listening to: De Andrè
  • Reading: Storia della letteratura italiana
  • Watching: Scrubs
  • Eating: Panino con la porchetta
  • Drinking: Beck's Next

Devious Comments

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:iconvagabondastanca:
De Andrè *-*

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- E' soltanto male in polvere.
:iconcassiopea1802:
stupendo, si? :P

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Tutto si scioglierà danzando.

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